mercoledì 6 aprile 2011

E' solo un Segnale


Al Senato, tra lo sconcerto generale, arriva un ddl per abolire la XII Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione che vieta la "riorganizzazione del disciolto partito fascista". Cadrebbe così anche l'impalcatura della Legge Scelba e del reato di "apologia di fascismo".
Si sprecano le manifestazioni di stupore e scandalo: "Esterrefatto" il Presidente Schifani, "Grave e offensivo per la storia del Paese" commenta il Pd (che poi con quello che hanno fatto Loro con la loro gloriosa storia potevano risparmiarsi un commento del genere, ndr), "una proposta di legge vergognosa" per il portavoce nazionale dell'Udc Antonio De Poli.

"Inquietante" e "scellerato" lo definisce Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma "in un momento in cui l'Italia sta festeggiando l'unità, sia inquietante il tentativo di voler modificare la costituzione, cominciando da uno dei suoi cardini. Una costituzione che nasce sulle ceneri del fascismo, ma anche delle leggi razziste e della Shoah". Una norma, fa notare Pacifici, che è già fin troppo libera: "Lo dimostra il fatto che in questi anni, sotto forme e simboli contigui, si riesca ad aggirare quell'ostacolo. Non è un mistero che abbiano partecipato alle elezioni politiche, gruppi e partiti politici ispirati alle ideologie di stampo fascista". (ne parlo anche qui)

I firmatari del disegno di legge, 5 senatori del PdL (De Eccher, Di Stefano, Bevilaqua, Bornacin e Totaro) ed uno di Fli (Digilio, che ha poi ritirato la firma), difendono l'idea: "Nessuna battaglia ideologica" ma invece la volontà di rendere coerente l'ordinamento che ha abolito i reati di opinione, ponendo fine a una norma costituzionale che il legislatore costituente stesso ha previsto come 'divieto temporaneo'. "Nessuno di noi ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. (De Eccher però da giovane fu responsabile a Trento del gruppo di Avanguardia Nazionale, ndr)
Il nostro ddl, infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato. L'intendimento è semplicemente quello di intervenire su reati di opinione, tra l'altro non più attuali, in conformità a quanto già proposto da tanti parlamentari liberali e antifascisti in tempi nei quali le passioni ideologiche erano assai più vive di oggi".
"Fascisti, avete gettato la maschera!" tuona Leoluca Orlando, dell'Idv "Dopo le leggi ad personam, dopo la nomina di un ministro indagato per mafia, dopo il disprezzo verso le autorità di controllo, la magistratura e la Costituzione, questa maggioranza dimostra di aver perso i freni inibitori e con questo ddl conferma quanto sia corrotta e pericolosa per la tenuta democratica delle istituzioni".
Precisa il Ministro Rotondi che "Non c'è nessuna volontà né del governo né del Pdl di promuovere l'abolizione del reato di apologia del fascismo".

E' ovvio che la proposta verrà ritirata, ma lo scopo è un altro.
Questo è stato solo un segnale, una pre-mossa da campagna elettorale, per fare l'occhiolino a nostalgici e cuorineri sparsi sul territorio. Dopo quelle ai cattolici, partono le lusinghe all'ultradestra; un modo anche per scavalcare la Lega, finora unico interlocutore di quel mondo.

Ma non ne chiederei mai il ritiro. (Continua qui)

1 commento:

  1. Mario di Stadio18 aprile 2011 07:01

    Con avrebbe fatto il PD con la sua storia nel nostro paese?

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