mercoledì 7 aprile 2010

Obbietto la tua Obiezione


"Qui niente preservativi, siamo cattolici" è la risposta di una farmacia romana che si rifiuta di vendere profilattici ai suoi clienti. 'E allora' dico io 'vada a fare l'idraulico'.
Non ho mai capito l'obiezione di coscienza.
Certo, non sono credente, ma questo non significa sia spregiudicato: ad esempio, sono contro le armi, ma rispetto chi, nei limiti di legge, ovvio, pratica la caccia o il tiro al bersaglio per passione. Proprio per questo, mai andrei a lavorare in un'armeria o in poligono. E un cattolico 'integralista', di quelli che non intendono rispettare le libertà e la morale altrui, anche a discapito della legge, non dovrebbe fare il farmacista, o peggio, il ginecologo.
Originariamente, l'espressione 'obiezione di coscienza' si riferisce al rifiuto di svolgere il servizio militare di leva; per venire incontro a queste volontà, fu istituito dalla Legge Marcora (n.772/1972) il servizio civile.
Il tema dell'obiezione di coscienza è tornato negli ultimi tempi a far discutere proprio per il ripetersi di casi come quello descritto in apertura: medici che rifiutano di praticare aborti, farmacisti che si rifutano di vendere profilattici o la nuova pillola abortiva RU-486 (impropriamente detta anche 'pillola del giorno dopo').
Proprio i casi di ginecologi che si rifiutano di interrompere le gravidanze delle pazienti mi lasciano perplesso: perchè uno sceglie un lavoro che va contro le sue opinioni morali, per poi rifiutarsi di svolgerlo? "Non ha voglia di lavorare" mi rispondo semplicemente.
In ogni caso, nel nostro ordinamento, esiste il reato di 'interruzione di pubblico servizio', regolato dall'art.340 del Codice Penale, e credo che gli episodi di 'obiezione di coscienza' medica o sanitaria siano a tutti gli effetti da far rientrare tra quelli tutelati dal suddetto articolo, che prevede pene di reclusione fino a un anno.

sabato 3 aprile 2010

Che Fare con la Costituzione?


Mentre da Destra si minaccia di cambiare la Nostra Carta Costituzionale, e da Sinistra invece la si difende (almeno a parole), io chiedo semplicemente di cominciare ad APPLICARLA.

Se l'Art. 11 della Costituzione, che recita che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli", fosse realmente applicato, noi non saremmo nè in Afghanistan nè in Iraq, e non parteciperemmo alle sedicenti "missioni di pace" in quelle terre.

Se l'Art. 21, quello per cui "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure", fosse realmente applicato, mai e poi mai un politico avrebbe potuto intervenire e licenziare giornalisti scomodi oppure oscurare reti o canali.

Se l'Art. 33, che precisa che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato", fosse realmente applicato, non si regalerebbero ogni anno migliaia di euro agli istituti privati. Governi di ogni colore hanno da sempre sostenuto l'insegnamento privato, e con le ultime riforme, anzi, non solo si sono tagliati i fondi alle scuole pubbliche, in barba ai milioni di studenti scesi in piazza a protestare, ma è bastato un colpo di tosse dei vescovi per ripristinare quelli per le scuole paritarie.

Per arrivare poi alla XII° disposizione transitoria e finale della Costituzione, per cui "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista", ed alla sua discente diretta, la legge Scelba (143/52), che ne precisa attuazione e modalità: "ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista."
Se queste norme venissero realmente applicate, in parlamento non potrebbero mai sedere formazioni come la lega nord o il popolo della libertà, e non potrebbero nemmeno ambirlo altre come il partito comunista dei lavoratori.
Spesso ci si attacca all'ambiguità dei termini utilizzati in questa legge per legittimare associazioni che ben poco hanno di repubblicano, ma che non si richiamo esplicitamente al fascismo.

venerdì 2 aprile 2010

Terapia d'Urto


Raramente mi addentro in strategismi politici particolari, in analisi tecniche o ipotesi fantapolitiche, ma questa volta credo che alla sinistra italiana, TUTTA la sinistra, serva una terapia d'urto.
Si può dire di tutto, che la sinistra deve reinventarsi, ricostruirsi, ritrovare il rapporto con la gente, certo, ma ritengo ancor più importante che la sinistra rompa i ponti con quelle strutture politiche che tengono i fili del gioco; le sinistre, parlo della federazione ma anche di 'sinistra, ecologia e libertà', deve smettere di correre dietro al capocordata PD, smettere di rincorrere gli interessi moderati delle lobby economiche e del clero.
Trovare una sua alternativa ed una sua autonomia, e ricostruire, in chiave moderna, le sue battaglie: sappiamo tutti che il comunismo, quello originario, almeno, non esiste più, e che la falce e il martello sono ormai solo avanzi polverosi del novecento; se da un lato attirano elettori nostalgici e passionari, dall'altro incutono timori e titubanze inutili, e da un altro ancora creano confusione in chi vorrebbe davvero un'alternativa anticapitalista. I nemici non sono più i latifondisti sovietici, ma la sicurezza del posto di lavoro, la qualità dell'istruzione, della medicina e della ricerca, i diritti civili, sociali ed umani, i monopoli, la libertà d'espressione e d'informazione.
Il PD va avanti solo grazie ad un elettorato affezionato, manco fosse un detersivo.. anzi, è peggio: un detersivo se vedi che non fa il suo dovere smetti di usarlo, ma questo invece continuano a votarlo nonostante appaia stordito e confuso ogni giorno di più!
Intendiamoci, non voglio certo catalogare il PD come un partito di destra, ma la granitica forza del PCI, a cui tanto dobbiamo sia come lavoratori che come persone, è scemata nei decenni e nelle legislature. Il PD, ormai, è solo un bollito senza strategie né progetti, un burattino ingiallito tra le dita dell'Italia dei Valori, dei Radicali e di Vendola, che lo sfruttano all'occorrenza.
Le sinistre devono spingerlo definitivamente al largo, verso quel centrismo moderato a cui tanto ambisce, e ritrovare quella filosofia umanista basata sulla libertà personale, la solidarietà, sul potere della ragione e della scienza.

giovedì 1 aprile 2010

Cinque Proposte per una Scuola più a Misura d'Uomo


Idee per una 'scuola progressista':

1) Eliminare ogni forma di sovvenzione, diretta o indiretta, alle scuole private. In teoria dovrebbe già essere fatto, in virtù dell'articolo 33 della Costituzione, ma per aggirare la norma si elargiscono fondi agli studenti e non alle scuole;

2) Eliminare l'ora di religione. La religione, chi vuole, la studia a catechismo, a spese proprie e non dello Stato;

3) Dar vita a classi il più possibile multiformi (per etnia, per classe, per contesto sociale..) per favorire il processo di integrazione e collaborazione tra i bambini: no ai ghetti;

4) Sostenere l'educazione degli studenti svantaggiati, con l'inserimento di insegnanti di sostegno che assistano i bambini nel loro percorso scolastico; questo, il più a lungo possibile, anche per creare un rapporto umano tra insegnante e studente;

5) Introdurre anche L'Educazione alla Sessualità', una serie di incontri, tenuti da psicologi, che illustrino l'esistenza delle diverse declinazioni della sessualità e delle identità di genere, allo scopo di debellare il germe dell'intolleranza, ed aiutare i giovani che sentono nascere in loro pulsioni diverse da quelle eterosessuali canoniche a non sentirsi 'diversi' ed emarginati. (questa proposta è già realtà all'estero, ne parlo qui)

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